Collaborazione tra cibo e corpo, secondo Silvia Lodini
(dal sito Lucidamente)
È realmente possibile curarsi mangiando? Preziose testimonianze e ancore di salvezza in un mondo ormai pieno di bugie alimentari.
«L′uomo è ciò che mangia» disse il filosofo Ludwig Feuerbach. È ormai risaputo, qual è la novità? Ma quando ci sediamo a tavola – se ci sediamo a tavola e non mangiamo un panino al volo in un bar, o in macchina, o camminando – a cosa pensiamo? Certo, le verdure fanno bene, i dolci fanno male. Lo sanno tutti. Ma fino a che punto lo sappiamo davvero? Forse ponderiamo solo su diete che ci faranno diventare dei figurini (così dicono!) e che invece potrebbero risultare dannose. Non si tratta solo di disinformazione, si tratta di un mercato che fa circolare informazioni sbagliate.
Pensiamo mai che il nostro corpo sia come una macchina che ha bisogno del carburante giusto? Se il nostro modo di mangiare influisce su di noi, viene da pensare che esso ha una bella fetta di responsabilità per quel che concerne le malattie. In realtà sono pochissime le persone malate che decidono di cambiare alimentazione, ancor meno le persone sane che ci credono. Mangiando male ci si può ammalare, ma mangiando bene si può guarire. «Durante il mio primo anno di malattia assumevo cortisone fin troppo spesso – racconta S., donna sui trent′anni affetta da sclerosi multipla – Per caso ho incontrato una signora con la mia stessa patologia, che mi ha indirizzata verso la cucina macrobiotica. Non avrei mai pensato che anche l′alimentazione potesse c′entrare qualcosa».
La dieta macrobiotica elimina latticini, uova, zucchero, carni rosse e riduce drasticamente il consumo di sale e di carni bianche. Prende forma da una filosofia che si basa sul mantenimento dell′equilibrio tra Yin e Yang, le due energie complementari che starebbero alla base dell′armonia universale. «Dopo un anno che mangiavo soltanto in quel modo –continua S. – mi ero quasi dimenticata di essere malata. In seguito ho avuto altre ricadute più lievi. Del resto, i fattori sono tanti. L′alimentazione è importante, ma non più dell′ambiente in cui viviamo, dell′equilibrio psichico e dell′attività fisica».
La nostra dentatura e il nostro apparato digerente sono quelli di un erbivoro. L′essere umano in origine non era fatto per mangiare carne, così come non era fatto per digerire il latte in età adulta. Tutto ciò che riusciamo ad assimilare lo facciamo per assuefazione. Il nostro corpo è abituato a stare male e noi non cogliamo più i suoi segnali. Siamo l′unico animale adulto che beve latte e, per di più, l′unico che beve il latte di un altroanimale. Ma il latte contiene calcio! Dicono gli esperti che i nutrienti sono da considerare in relazione alla loro origine biologica. È stato dimostrato che il latte, addirittura, fa sì che venga ridotta la quantità di calcio all′interno del nostro corpo… che paradosso, direte! A quanto pare, le proteine animali in esso contenute comportano un aumento degli acidi nel sangue e l′organismo, per porvi rimedio, sottrae calcio alle ossa. Il latte può dunque aumentare il rischio di osteoporosi? Che dire dei medici che prescrivono latticini a coloro che sono affetti da quella patologia? E la raccomandazione di consumo di carne a quanti sono anemici? Così come il calcio può essere recuperato da semi, cereali, cavolfiori e verza, il ferro lo si trova in legumi e frutta.
La verità è che molti medici non considerano una corretta alimentazione come una reale cura. Al riguardo, sono scettici. «Il cibo sano aiuta il corpo a reagire – spiega S. – Se l′organismo deve impegnarsi a digerire alimenti pesanti, avrà meno energie per combattere la malattia». È mai possibile che all′università, a chi studia medicina, venga proposto solo unesame di nutrizione, e per di più opzionale? E, visto che non siamo tutti destinati a diventare dottori, non sarebbe meglio impartire nozioni alimentari anche a scuola? D′altra parte, fortunatamente esistono corsi, progetti e piani di lavoro. «Io penso che in generale si sia molto poco informati di quanto le sane abitudini aiutino a prevenire la maggior parte delle patologie – ci dice M., giovane laureato in scienze motorie – Faccio parte di un progettodenominato “Rieducatore sportivo” che si occupa di queste tematiche. Respirazione, postura, attività fisica e alimentazione. Organizziamo eventi per sensibilizzare le persone intorno a questi argomenti». Tuttavia, quale tipo di giusto nutrimento bisognerebbe approfondire?
Esistono varie diete e diverse scuole di alimentazione. Forse nessuna è del tutto corretta, così come nessuna è del tutto sbagliata, ma il messaggio che vogliono trasmettere è lo stesso: dobbiamo stare attenti a ciò che mangiamo, perché, dal momento in cui deglutiamo, farà parte di noi. I sani ribattono che loro stanno bene lostesso. Ma essere sani cosa significa? Non è che siamo tutti intossicati? Possibile che siamo talmente abituati a stare male che il male è diventato normalità e neanche ce ne accorgiamo? Forse lo scopriremo: stare bene non è necessariamente – e purtroppo – per sempre.
Silvia Lodini
(LucidaMente, anno VIII, n. 90, giugno 2013) – Titolo originale dell’articolo “Il cibo è malattia, il cibo è salute”